Vivere una relazione violenta

Stai vivendo (o hai vissuto in passato) una relazione che ti fa sentire spesso in ansia, confusa, come se “camminassi sempre sulle uova”? Senti che devi scegliere continuamente le parole, le azione giuste per evitare che il tuo partner si arrabbi o che la tensione in casa cresca? Il tuo compagno ti minaccia, ti insulta, ti controlla? Prova a rispondere alle semplici domande sul comportamento del tuo partner che trovi qui sotto.

  • Vuole sempre sapere cosa stai facendo, dove ti trovi e con chi stai?
  • Controlla il tuo telefono o accede al tuo account di facebook, twitter, …?
  • Ti impedisce di lavorare e/o studiare, o di coltivare qualche hobby?
  • Controlla se e come spendi i tuoi soldi, o pretende di gestirli?
  • Ti insulta, critica sempre i tuoi comportamenti o scredita tutto ciò che fai?
  • E’ violento fisicamente? Ti ha mai colpito, preso a schiaffi, calci e/o pugni?
  • Ti impedisce di mantenere i rapporti con i tuoi amici, amiche, colleghi/e di lavoro e/o familiari?
  • Minaccia di fare del male a te e/o alle persone a te care?
  • Se hai risposto “si” alla maggior parte delle domande stai vivendo una relazione violenta.

Chiamaci, possiamo aiutarti

Subire violenza è un’esperienza traumatica che produce effetti diversi a seconda delle persone che ne sono vittima. In genere l’isolamento, il progressivo indebolimento della stima di sé e del controllo sulla propria vita rendono difficile per la donna chiedere aiuto.

Riconoscere la violenza che si sta vivendo e spezzare l’isolamento al quale la violenza costringe sono i primi passi per uscire dalla violenza. 

Proprio per tale ragione è importante dare ascolto a tutti quei sintomi fisici e/o psicologici che la violenza spesso determina in chi la subisce: sensazione di pericolo, cambiamenti bruschi d’umore, irritabilità, disturbi del sonno (difficoltà a prendere sonno, frammentazione del sonno, insonnia terminale, sonno leggero), disturbi legati alla presenza di pensieri intrusivi, incubi, immagini intrusive, che in modo invasivo tornano alla coscienza in forma di flashback, senso d’impotenza e scarsa stima di sé, che si riflettono anche sul ruolo materno.